Pubblicato da: cursao11 | settembre 27, 2007

Google bugs

da repubblica.it

“…Google, è allarme bugs. In questi giorni le segnalazioni sulle falle si sono succedute a ritmo davvero insolito per il colosso creato da Brin e Page.
Abbastanza per alzare il livello di allerta. Non sono bachi da poco, visto che riguardano il servizio di posta Gmail, il Google Search Appliance (un motore di ricerca privato che categorizza i file e le pagine web in una intranet aziendale), Picasa (software che cerca le foto sui nostri hard disk e le organizza in un archivio)
e Google Urchin Web Analytics 5 (programma specifico per i webmaster che genera le statistiche di traffico dei siti). Il servizio di posta, dopo aver risolto a tempo di record una falla nella parte Google Gruppi – dalla quale un utente malintenzionato poteva impadronirsi delle informazioni dagli account – deve adesso fronteggiare i problemi del suo sistema di filtri: un pirata informatico sarebbe in grado di applicarne uno di nascosto e quindi costringere il sistema a mandare la posta anche a un altro indirizzo. Non si vive tranquilli pensando che qualcuno riceve in copia le nostre mail. Ma a Mountain View sono già allertati e lavorano sulla patch risolutiva…”
A quanto pare il problema dei bachi, non è solo una grana di casa Microsoft. Negli ultimi anni non si parla d’altra, di quante falle ci sono in windows, in office, o sul colabrodo internet explorer.
Una cosa sulla quale vorrei far riflettere tutti quelli che per comodità, ho solo perchè va di moda, sparano a zero si prodotti della società di Redmon, è che è facile trovare delle falle, quando a cercarle sono milioni di hacker.
Parliamoci chiaramente, la posizione di Microsft rende molte persono invidiose, ed il suo comportamento spesos presuntuoso, potrebbe persino giustificarle, tutto ciò, unito ai costi delle licenze, fa si che “l’intera” comunità di hacker mondiale, si diverta cercando falle nei prodotti Microsoft.

La riprova di ciò, è quantosta accadendo a Google. Per quanto a Mountin View si sforzino di sposare l’open source e di distribuire i propri prodotti gratuitamente, la posizione che ricopre e la difficile gestione dei dati personali e i derivanti probelmi di privacy, stanno ponendo il principe dei motori di ricerca, in una posizione scomoda. Gli hacker iniziano a spulciare anche il codice di mountin view, e iniziano a fioccare i primi bachi.

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